Calcolo distribuito per il fotovoltaico low cost

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Un team di ricercatori della Harvard University, dell’ Universidad Nacional Autonoma de Messico e dell’ Haverford College sono alla guida del Clean Energy Project: un progetto finalizzato alla scoperta di nuove molecole che rendono il fotovoltaico organico di nuova generazione molto più efficiente e si basa sul modello di calcolo distribuito.

Il calcolo distribuito è un campo dell’informatica che studia i sistemi distribuiti ossia tanti e autonomi computer che comunicano attraverso una rete e questi interagiscono tra loro al fine di raggiungere un obiettivo comune e in questo caso è l’identificazione di nuove molecole organiche per il fotovoltaico.

In questo modo verrà messo da parte l’utilizzo di composti inorganici e di materiali pericolosi.

La rete internet sfruttata è la IBM’s World Community Grid: i computer sono utilizzati per sviluppare molecole virtuali che potrebbero originare composti organici fotovoltaici che sono il 15% più efficienti del convertire la luce solare in energia elettrica, rispetto ai composti tradizionalmente utilizzati.

Il modello di calcolo distribuito può contribuire a ridurre notevolmente il costo di tale ricerca.
Roberto Olivares-Amaya, ricercatore e co-autore del “The Harvard Clean Energy Project: Large-Scale Computational Screening and Design of Organic Photovoltaics on the World Community Grid”, pubblicato nel numero di agosto 2011 del The Journal of Physical Chemistry Letters afferma che: “Lavorando in più persone si possono avere dei risultati migliori in quanto questo tipo di calcolo chimico è molto costoso”.

Tale studio ha finora identificato circa 2.5 milioni di potenziali molecole: ognuna ha una geometria diversa e sono generalmente dei polimeri e si spera che non siano di difficile sintesi.

Di tutte queste molecole solamente alcune mostreranno le caratteristiche ricercate per l’utilizzo nella produzione di un fotovoltaico a basso costo.

Olivares-Amaya ha affermato che per adesso sono circa 30.000 i composti promettenti e che questi rappresentano l’1% dello spazio totale della ricerca.

Quando lo stato della ricerca è più avanzato, il gruppo renderà pubblici i risultati.
L’idea dei ricercatori è quella di fare entro il 2012 una biblioteca (open source software) di queste molecole consultabile a tutti.

Il gruppo sta ancora lavorando per rendere pubbliche queste informazioni.
I ricercatori sperano anche che i loro collaboratori siano i primi a sintetizzare questi nuovi materiali.

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