
Tutte queste problematiche fanno capo alla figura dell’ingegnere nucleare: un professionista coraggioso, specie nei casi di guasti delle centrali, dove deve intervenire con cautela e prontezza, rischiando la sua stessa salute e la vita, assieme a quella degli altri tecnici.
Il suo ruolo, una volta conseguita la laurea che lo consacra “Ingegnere nucleare”, è spesso quello del Projetc manager, ovvero il manager di progetto che studia, elabora e coordina la realizzazione di impianti ad energia nucleare o la messa in opera di reattori.
La formazione accademica inizia con il corso di laurea triennale in Ingegneria Energetica, dove si integra lo studio di tutte le fonti energetiche.
Un’ulteriore specializzazione si può ottenere proseguendo con la laurea magistrale in Ingegneria Energetica e Nucleare, con lo studio delle tecnologie energetiche e delle applicazioni nucleari in cui si approfondiscono le tematiche dell’impatto ambientale, della sicurezza e della radioprotezione.
Nonostante la moratoria sulla diffusione del nucleare, l’ingegnere omonimo viene ancora ricercato dalle aziende di settore. Può lavorare in Italia ed all’estero. La retribuzione parte da un minimo di 60 mila dollari l’anno e se dovesse pentirsi di essersi dedicato al nucleare può sempre riciclarsi come manager delle energie rinnovabili.
Fonte immagine: Almalaurea.it






0 commenti
Aggiungi un commento