Dopo Fukushima, AEON rafforza lo screening delle radiazioni sui prodotti alimentari

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Sin dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima, i consumatori giapponesi sono, a ragion veduta, preoccupati per i livelli di radiazione presenti nel cibo che acquistano e mangiano. Ora, dopo mesi di discussione, il monitoraggio  di Greenpeace  sulle radiazioni nel pesce e il disagio crescente  dei cittadini per la contaminazione degli alimenti, il più grande rivenditore del Giappone AEON, ha annunciato ieri che si sta muovendo verso il raggiungimento di una contaminazione radioattiva dei prodotti alimentari che raggiunga il livello zero. Anche per quanto riguarda il pesce- che è una parte centrale della dieta giapponese – venduto da AEON.

Per raggiungere questo obiettivo, AEON sta rafforzando lo screening sulle radiazioni, pubblicando i  risultati  e fermando le vendite di prodotti contenenti qualsiasi quantità di contaminazione radioattiva, non solo quelli che sono al di sotto dei livelli di sicurezza ufficiali del governo.

I consumatori in Giappone sono stati estremamente preoccupati per dosi di radiazioni interne derivanti dal consumo di alimenti contaminati, e finora non c’è stato alcun modo per loro di sapere se il cibo che stanno consumando è contaminato o no. Sia il governo giapponese che l’azienda nucleare TEPCO hanno promosso il monitoraggio di alcuni prodotti, ma non c’è ancora una maniera chiara per i consumatori per sapere che quello che stanno comprando è realmente sicuro.

La decisione di AEON è un enorme passo avanti per i consumatori giapponesi, soprattutto per le donne incinte e bambini piccoli, che sono i più vulnerabili alle radiazioni.

Greenpeace ha passato mesi a comunicare con AEON e gli altri quattro maggiori distributori in Giappone sui rischi per la popolazione. Nel mese di ottobre ha poi iniziato un programma di indagini a sorpresa sui prodotti ittici per spingerli a migliorare le misure di protezione. Ha infatti chiesto alle aziende di effettuare lo screening delle radiazioni sui prodotti a base di pesce che stanno vendendo, e mostrare chiaramente i risultati al pubblico; e non basarsi sui livelli di sicurezza ufficiali, che sono stati fissati ad un livello troppo alto, e stabilire invece propri standard di distribuzione informandone la popolazione.

Greenpeace accoglie favorevolmente l’annuncio di AEON, e spera che anche gli altri distributori presto seguiranno le sue orme. Nel prendere questa posizione AEON è andato contro il governo dimostrando che il limite ufficiale di 500 Bq/kg, non è adeguato. Questa presa di posizione forte non solo aiuterà a proteggere i clienti di AEON, ma contribuirà a spingere il dibattito politico relativo alle norme sulla sicurezza alimentare nella giusta direzione.

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Energy News

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