Effetti del referendum sul futuro delle rinnovabili

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La valanga di sì registrata dal referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 avrà delle conseguenze anche sul futuro delle energie rinnovabili. Sul quesito più scottante ed attuale ( il nucleare), come sugli altri tre,  gli italiani non hanno avuto dubbi  apponendo  la scritta “Sì  sulla scheda.

Con questa scelta, chiara, netta ed inequivocabile, anche l’Italia dice addio al nucleare, così come ha confermato anche il ministro Paolo Romani  “padre” del tanto discusso decreto definito “antirinnovabili”.

Ma le associazioni di categoria adesso chiedono che dopo il referendum si riparta a tutto gas con gli investimenti finalizzati allo sviluppo delle energie rinnovabili.

In effetti così dovrà essere e per forza di cose, perché se il nucleare è scomparso, i fabbisogni energetici dovranno essere coperti da altre fonti. Lo hanno capito anche le Borse che hanno fatto registrare l’impennata dei titoli delle società rinnovabili. Alcuni hanno sfiorato persino il +14%.

Adesso si pensa al futuro ed a quanto si potrà ottenere dalle fonti energetiche alternative.Uno studio di Confagricoltura, ad esempio, prevede che gli scarti agricoli, quindi le biomasse, potranno coprire il 20% del fabbisogno complessivo di energie rinnovabili previsto per il 2020, pari a 4,2 mtep ( tonnellate di petrolio). Se a questo si aggiungeranno gli sforzi per sfruttare al meglio le altre fonti, sarà chiaro che dipendere dal nucleare sarebbe stato del tutto inutile.

 

Fonte immagine: greenme.it

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Energy News

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