Il nuovo miracolo economico? Le energie rinnovabili: un milione di posti di lavoro entro il 2020

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Il nuovo miracolo economico? Le energie rinnovabili: un milione di posti di lavoro entro il 2020

Gli Ingegneri saranno le nuove figure professionali maggiormente ricercate e strettamente coinvolte nelle scelte che dei decisori pubblici e delle imprese.

«Sia per la produzione dell’energia che per il suo contenimento gli ingegneri hanno un ruolo di primo piano. Da qui la necessità che politica e industria si convincano di procedere nella fascia alta della filiera. Le fonti energetiche rinnovabili e la mobilità sostenibile produrranno entro il 2020 per il nostro Paese circa un milione di nuovi posti di lavoro’. Ad affermarlo è Romeo La Pietra, presidente del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, durante il suo intervento al Congresso nazionale della categoria. «Le nuove figure professionali che saranno maggiormente ricercate – spiega Lo Pietra – saranno strettamente collegate alle scelte di enti pubblici e imprese sul fronte delle politiche energetiche, infrastrutturali e di finanziamento’.

L’opportunità occupazionale che si prospetta è davvero notevole e proprio per i professionisti dell’ingegneria: solo per loro, infatti, nell’arco di nove anni, potrebbero crearsi dai 20 ai 40.000 nuovi posti di lavoro, secondo lo Iefe Bocconi e il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in particolare in settori come: meccanica, elettromeccanica, termoidraulica, edilizia, mobilità e rinnovabile termiche dove l’Italia ha una significativa quota di mercato.

Secondo il sociologo De Masi gli ingegneri sono al giro di boa: devono perdere le loro abitudini, il vizio dello sviluppo ad ogni costo, per calarsi sempre più in un modello economico-sociale caratterizzato dalla decrescita. «Abbiamo più energia di quanta ne consumiamo, il nostro problema è lo spreco’ ha affermato De Masi. Da qui l’esigenza, anche per figure come quella dell’ingegnere, di avere un nuovo approccio al mondo professionale basato in maniera prioritaria sulla limitazione massima degli sprechi e l’ottimizzazione dell’efficienza.  Secondo quanto emerge dalla ricerca “Il futuro dell’energia”, realizzata da S3. Studium tra dieci anni la domanda di energia in Italia sarà soddisfatta da un mix di fonti: per il 31% dal petrolio (contro il 39% attuale), per il 39% dal gas (contro il 37% attuale), per l’8% dal carbone (contro il 7% attuale), per il 18% dalle rinnovabili (contro il 12%) e per il 4% dalle importazioni (contro il 5% attuale).

Il percorso rimane però a ostacoli, secondo lo studio. L’eolico sarà, infatti, concentrato nel Sud del Paese e nelle isole; mancherà, inoltre, l’espansione del settore idroelettrico perché sono stati già sfruttati i siti migliori, mentre le biomasse si svilupperanno solo dopo il 2020. L’energia geotermica sarà la meno utilizzata a causa degli elevati costi delle tecniche di esplorazione e produzione per lo sfruttamento su larga scala.

Fonte: Zeroemission.tv

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