La fusione fredda e il segreto dell’universo

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L’articolo di Turiel si intitola “Non ci sono miracoli: l’imbroglio dell’E-Cat.” E’ in Spagnolo; ma per chi è in grado di leggerlo ne vale la pena per le molteplici considerazioni molto interessanti sulla fisica nucleare, sul metodo sperimentale e su altri aspetti del progresso scientifico. Qui, mi limito a tradurre un pezzetto che mi sembra il “cuore” di tutta la disamina; ovvero risponde a una domanda che mi ero sempre fatta anch’io: se esistessero reazioni nucleari di bassa energia, potremmo vederne tracce in natura? Nel caso della fissione nucleare, per esempio, sappiamo bene che gli atomi di uranio si fissionano spontaneamente: è un fenomeno facilmente osservabile. In natura, è esistito persino un “reattore nucleare naturale” sul nostro pianeta un paio di miliardi di anni fa, dimostrando che quello che abbiamo fatto con reattori e bombe nucleari è compatibile con i fenomeni naturali che conosciamo. Ma, per quanto riguarda le reazioni nucleari di bassa energia, non troviamo niente di spontaneo osservabile in natura, almeno per ora.

Secondo Turiel, certe interpretazioni delle “reazioni nucleari di bassa energia” sono incompatibili con quello che sappiamo dell’universo. L’argomento è complesso e meriterebbe ulteriore approfondimento, ma le considerazioni di Turiel mi sembrano estremamente interessanti e ve le passo qui di seguito. (trovate qui ulteriori dati sull’E-Cat)

Non ci sono miracoli: l’imbroglio dell’E-Cat

http://crashoil.blogspot.com/2011/08/no-hay-milagros-la-estafa-del-e-cat.html

Di Antonio Turiel

E’ molto tempo che si fanno esperimenti con la fusione nucleare di bassa temperatura, vale a dire, nella quale i materiali che mostrano la fusione sono a temperatura ambiente e non ai milioni di gradi di temperatura che sono richiesti per installazioni come ITER,  senza dubbio nessuno ne ha mai tirato fuori qualcosa. Come mai? Bene, possiamo dire grazie a Dio. Perché la nostra materia ordinaria è tremendamente stabile. Non è facile manipolare i nuclei atomici con mezzi macroscopici a causa della piccolezza dei nuclei atomici, le forze enormi che operano su di loro e il grande confinamento degli elettroni agli orbitali atomici e nucleari. Se fosse facile manipolare i nuclei, sicuramente ci sarebbero delle reazioni nucleari spontanee in natura, semplicemente per caso. Così, non ci sarebbe niente di irraggiungibile nel nucleo del nickel, in accordo con le spiegazioni di Rossi, col che si potrebbe sperare che fenomeni simili si verifichino con altri atomi, per non parlare di quello che succederebbe con atomi già di per se instabili, come i radioisótopi o isotopi radioattivi di certi elementi. Le reazioni nucleari di fissione a catena sarebbero abituali in natura, così come la cattura degli elettroni da parte dei protoni; convertendosi così in neutroni con l’emissione di raggi gamma letali. In fin dei conti, il nostro pianeta e tutta la materia tenderebbero a formare delle miscele di neutroni che si disintegrerebbero in protoni e elettroni praticamente liberi che sarebbero rapidamente catturati per ritornare a formare neutroni. Questa è una visione estrema che porta la teoria dell’interazione nucleare di Rossi fino alle sue ultime conseguenze; sicuramente si trova che i processi nucleari non sono tanto radicali e che niente di questo genere avviene nel nostro mondo. Non sono un esperto di dinamica atomica e molecolare, però sono convinto che introducendo queste teorie nei modelli si arriverebbe a uno stato di caos incompatibile con quello che vediamo realmente.

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Energy News

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