La Germania abbandona il nucleare

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Era necessario un disastro nucleare di proporzioni incalcolabili come quello di Fukushima, per spingere una potenza economica a dire definitivamente “no” all’utilizzo delle centrali nucleari. Così in effetti sembra essere stato.

Dopo una lunga notte di riflessioni, la Germania ha deciso di fermare definitivamente le centrali nucleari. Entro il 2022 nessuna centrale nucleare tedesca sarà più in funzione.

Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente tedesco Norbert Rottgen dopo una lunga riunione con il cancelliere Angela Merkel (nella foto) ed i suoi esponenti di partito. Entro l’anno saranno chiuse le prime otto centrali nucleari non collegate alla rete elettrica ed entro il 2021 le altre 9.

In dieci anni, dunque, tutte le centrali nucleari tedesche saranno definitivamente abbandonate. In questo lasso di tempo il governo tedesco dovrà reperire altre fonti di energia che siano in grado di coprire il fabbisogno precedentemente coperto dalle centrali atomiche, pari al 22% dell’intera produzione energetica nazionale.

I tedeschi, già attivi sul fronte rinnovabile, spingeranno ancora di più per incrementare ulteriormente la produzione di energia da fonti pulite e meno pericolose. In particolare si produrrà dall’eolico e dal fotovoltaico.

La decisione della Germania, definita “irrevocabile”, ha già sollevato pareri contrastanti, specie tra i fautori dell’energia prodotta dall’atomo, ma ha anche aperto la strada ad un futuro completamente diverso, dove si intravedono  scenari economici ed energetici  innovativi e sostenibili. Anche i mercati hanno reagito positivamente alla notizia, tanto che in Borsa le quotazioni dei titoli relativi alle aziende rinnovabili hanno registrato dei rialzi nelle quotazioni, schizzando verso l’alto, come mai era accaduto in passato.

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Energy News

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