
La Conferenza mira a fare il punto della situazione e più in particolare rappresenta un momento di confronto sulle attuali criticità legislative e operative nel contrasto al fenomeno. L’obiettivo ultimo è quello di individuare risposte adeguate.
Grazie all’introduzione in Italia del delitto di traffico organizzato di rifiuti (art. 260 Dlgs 152/2006) negli ultimi anni sono state individuate e smantellate pericolose holding criminali attive in Italia e all’estero. Una norma applicata con ottimi risultati dalle procure, in collaborazione con le forze dell’ordine, nell’attività di contrasto a un fenomeno che penalizza pesantemente l’economia legale e moltiplica le possibilità di disastri ambientali su vasta scala.
Questa esperienza normativa andrebbe estesa il più possibile, in linea con lo spirito e la lettera della Direttiva Ue 99/2008 sulla tutela penale dell’ambiente che impone agli stati membri sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive nei confronti di chi danneggia gli ecosistemi e la salute dei cittadini; tanto più nel momento in cui si dovrebbero favorire modelli di sviluppo economico più tesi alle componenti green.
Sempre più spesso i reati ambientali incidono sulla qualità dell’aria, dell’acqua, e del suolo, minacciando la sopravvivenza delle specie e provocando disastri incontenibili.
Il Convegno mira a evidenziare la necessità di accrescere le sanzioni ed esercitare così una maggiore azione preventiva. L’incontro sarà anche l’occasione per annunciare la nascita di un Osservatorio sui traffici internazionali di rifiuti promosso dal Consorzio PolieCo e da Legambiente nel pieno spirito di promozione e diffusione della legalità che il Consorzio, da sempre, persegue.







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