Pannelli stradali fotovoltaici, la luce buona ed economica

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Le nuovi fonti di energia sono il domani, ma anche il presente, perché il cambiamento inizia oggi e prepara i suoi frutti. Si immagina quindi un futuro in cui ogni cosa sia alimentata da energia pulita che nasce dalla natura e non lascia tracce indelebili nell’ecosistema. Certo, per immaginare questa silenziosa ma importante rivoluzione, che va delineandosi sempre più nelle coscienze e nelle conoscenze di città e cittadini, bisogna prima di ogni cosa che le amministrazioni ed i governi si muniscano di un sano senso di responsabilità. Perché è importante che ognuno, nel proprio privato, ricorra a metodi e soluzioni pulite per la produzione di energia ma, è altrettanto importante, che tali scelte vengano applicate alle cosiddette “cose pubbliche”. La scienza, la sperimentazione, offrono le soluzioni perfette per conciliare resa dei servizi e risparmio economico, oltre che garanzia di produzioni ecologiche. Un esempio su tutti, il lampione stradale fotovoltaico che utilizza l’energia solare e si rivela molto utile nei luoghi dove non è installata la linea di alta tensione, presso incroci o tratti di strada pericolosi, piattaforme marine, zone in cui non si può scavare perché sono di particolare interesse naturalistico o archeologico.

Image12 I vantaggi

I vantaggi di questi sistemi sono innumerevoli, perché oltre ad essere semplici da installare, facilmente trasportabili e liberi da una costante manutenzione, non inquinano e rispondono positivamente ai dettami del protocollo di Kyoto. Inoltre, sono molto affidabili in quanto garantiscono il loro funzionamento anche durante un black out,  il loro funzionamento è svincolato dagli altri, quindi se si rompe un lampione non influenza l’accensione degli altri. Qualcuno potrebbe avere qualcosa da obiettare sui prezzi, perché in effetti un lampione che utilizza la rete elettrica costa circa 600 euro mentre il costo del lampione fotovoltaico arriva fino a 1600 euro ma, se si ragione in una prospettiva decennale, cosa che le amministrazioni dovrebbero fare, cambia la visione. A dirlo,  uno studio effettuato dall’Enea (Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) per l’Università di Studi di Roma, La Sapienza. Secondo lo studio, infatti, i lampioni fotovoltaici garantiscono una massima sicurezza di folgorazione, il recupero e quindi il riciclo dei vecchi pali e dei cavi intrecciati, nessuna manutenzione (conme abbiamo specificato già prima), nessuna manutenzione sulle linee elettriche, nessuno scavo e quindi nessun relativo problema alla viabilità, possibilità di riconfigurare il posizionamento dei pali a seconda delle esigenza che possono sorgere nel tempo, alto ritorno economico e, soprattutto nessuna emissione di CO2.

Le sperimentazioni nel mondo

Paesi come la Germania o la Svezia puntano molto sul risparmio energetico, ed attuano tutte le migliori soluzioni per consentire un reale azzeramento delle fonti energetiche inquinanti.

In Spagna sono stati ideati da una ricercatrice dell’Università di Siviglia, Marìa Jesùs Avilais, dei lampioni rinnovabili alimentati da piccoli pannelli fotovoltaici e mini pale eoliche, gli Holonic street lamps, provvisti di lampadine a LED con una potenza variabile a seconda delle necessità che garantiscono almeno 50.000 ore di funzionamento.

A san Jose, in California, si è ridotta la bolletta energetica di 4 milioni di dollari l’abnno sostituendo i lampioni con dispositivi a LED.

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E in Italia?

L’Italia, nonostante sia una terra baciata dal sole e quindi avvantaggiata per posizione geografica nella possibilità di sfruttare l’energia solare, è ancora molto lenta, tuttavia, ci sono degli esempi che indicano l’inizio di un nuovo periodo e danno i primi segnali di un giro di boa. Nel 2011 sono stati impiegati bel 6.201,8 milioni di chilowattora per illuminare le strade, più del doppio della Germania, questo ha inciso molto sulla spesa pubblica  nel 2012, che, secondo l’associazione CieloBuio risulta essere, per la sola illuminazione pubblica, di circa un miliardo di euro all’anno (esclusi costi di manutenzione e apparecchi)

Le esperienze positive

Nel IV Municipio di Roma, nel 2008 si era attrezzata una strada del quartiere periferico, via dello Scalo di Settebagni, associando la tipologia del fotovoltaico all’uso di lampadine in silicio e, il risultato di questa operazione, è stato un risparmio del 65% di energia, con una durata superiore a 40 volta la durata delle lampadine tradizionali. A Padova invece, un’azienda ha  progettato un lampione ibrido che utilizzava sia l’energia solare che l’energia del vento. Il lampione si chiama Sanya Streetlamp e in Cina ne sono stati accesi 120 e ne sono stati richiesti già altri 100.

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