Perché non costruire un impianto fotovoltaico nel Sahara?

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sole

Ho sentito che si potrebbe costruire un impianto fotovoltaico nel deserto del Sahara per alimentare di corrente elettrica particamente tutto il mondo e perciò evitare di produrre petrolio, e quindi inquinamento, destinato allenergia elettrica. Capisco che per fare ciò sincontrebbero enormi problemi come gli enormi capitali da investire, sfrattare le popolazioni del deserto e creare i collegamenti per mandare elettricità a tutto il mondo. Voi che ne pensate?

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Domande dagli utenti

Comments

  • penso che so non lo hanno ancora fatto, è per il semplice motivo che c’è ancora troppa gente che ci guadagna e tanto sul petrolio…..

    no serve fare un enorme impianto fotovoltaico nel sahara e collegarlo con tutto il resto del mondo….

    basterebbe realizzare su ogni tetto di ogni casa e palazzo del mondo dei pannelli fotovoltaici, diventando cosi da utilizzatori a produttori di energia come insegna lester brown

    Alessandro 01/01/1970 00:00
  • Veramente in Germania lo volevano fare, ma quei furboni avrebbero sfruttato la popolazione africana come schiavi per rivendere l’ energia agli altri paesi. Che grandi teste di …

    Michael 02/01/1970 00:00
  • non solo nel Sahara si potrebbe costruire l’impianto fotovoltaico,ma senza sfrattare le popolazioni, ma si possono costruire tant’ impianti nella fascia Equatoriale. Senza fare danno alle popolazioni e alla natura.

    slore 03/01/1970 00:00
  • E’ la frase “creare collegamenti” che taglia le gambe.
    Come òla trasporti, l’elettricità? Prendi un banalissimo manuale, calcola lunghezza dei percorsi e caduta di tensione, e vedi quanta energia arriva rispetto a quella prodotta.
    In proporzione sarebbe come trasportare benzina dall’Arabia all’ Europa con le automobili. Consumano più benzina di quanta ne portino a destinazione.
    Ciao

    sesquiossidodip 04/01/1970 00:00
  • La società Enel Green Power, dal 2009 , con il programma ” Desertic ” : http://www.desertec.org/ lo sta già mettendo in atto . Non è una novità . Entro il 2050 fornirà all’ Europa il 15% di del fabbisogno .

    Jericho 05/01/1970 00:00
  • Secondo me ci stiamo concentrando “troppo” su come produrre energie alternative all’utilizzo del petrolio, dando poco spazio alla realizzazione di componenti che utilizzano meno energia. Prova a immaginare se la classica lampadina da 100W ne consumasse solo 3, oppure se la lavatrice da 1500W consumasse solo 100, etc…..
    Ti sembrerà paradossale ma ciò che abbiamo sarebbe già in esubero, potremmo contemporaneamente sostituire le attuali centrali a combustibile (qualsiasi esso sia) con centrali geotermiche e fotovoltaiche, senza pensare di andare a “martoriare” la già supersfruttata Africa. Non che la tua idea sia così sbagliata, ma se consumiamo troppo, dovremmo risolvere il problema consumando meno, non producendo di più. E per consumare meno, basta avere le lampadine a led, l’illuminazione stradale a led, la lavatrice o la lavastoviglie che non scaldino l’acqua elettricamente ma la ricevano già calda, etc.. senza parlare delle industrie. Prova solo a pensare se invece del classico contatore da 3 Kw, installassero uno da 0,5 Kw, moltiplicato per 20 milioni di famiglie. Forse ti sembrerà strano, ma sarebbe molto più semplice da realizzare, molto più istruttivo per le nuove generazioni, e se cominciassimo da subito, probabilmente tra 20 anni, smantelleremmo anche le centrali fotovoltaiche che stiamo realizzando oggi.
    Gli esempi che ti ho fatto sopra, sono realtà che potremmo mettere in atto da subito, perchè le lampadine e i lampioni a led esistono già, le lavatrici e le lavastoviglie con allacciamento acqua calda e fredda esistono già, i computer portatili che consumano 50W esistono, l’importante è studiare prodotti che sostituiscano quelli che consumano troppo.
    E’ come se riuscendo a produrre sinteticamente il petrolio, costruissimo autovetture che consumano 1 litro per Km…….. Ti pare corretto?

    p.vieller 06/01/1970 00:00
  • innanzi tutto i pannelli fotovoltaici hanno bisogno di un’ attenta e costante manutenzione e nel deserto le tempeste di sabbia non sono d’ aiuto! bisogna poi considerare che l’ enorme grandezza della struttura (mi sembra si parlasse di un area di pannelli di 1 km quadrato..) che comporterebbe la sua costruzione tra almeno due stati, e lì le guerre non mancano mai, anche se i telegiornali non ne parlano quasi più perchè notizie del genere ormai non hanno più presa sul pubblico (perdonami se sono andato oltre l’ argomenro)! poi i problemi minori sono quelli legati alla distribuzione dell’ energia. bisogna collegare i pannelli alle reti elettriche europee. e bisogna tenere conto anche della dispersione di corrente dovuta alla lunghezza considerevole dei cavi elettrici..anche quelli da tenere sotto costante mqnutenzione! infine il problema più grande e invalicabile sono le grandi multinazionali del petrolio! troppe persone importanti guadagnano troppo denaro ogni giorno per rinunciarvici..

    Matteo 07/01/1970 00:00
  • Ciao,
    qualcuno ha già citato il progetto desertec che in verità è stato lanciato da alcuni paesi europei, Germania in testa, ed a cui Enel Green Power è stata ammessa solo da pochi mesi.
    L’ idea non è affatto stupida perché l’ area è desertica, l’ insolazione ottima, il problema è trasportare l’ energia elettrica prodotta riducendo al minimo le perdite di rete. Per questo motivo sono in progetto linee ad altissima tensione che permetterebbero di portare l’ energia in Europa. Il tema delle reti elettriche è fondamentale per sfruttare le fonti rinnovabili perché una rete come quella attuale non è in grado di reggere il loro carico distribuito. Per questo prima di costruire impianti solari ed eolici oggi in Italia occorre ampliare la rete e renderla “intelligente”, altrimenti – come accade ora – nel sud ci sono impianti eolici che non producono corrente perché la rete non è in grado di accoglierla.
    Ultima cosa pero’: il progetto desertec non prevede pannello fotovoltaici ma specchi, si tratta di solare termodinamico, ovvero il sole scalda a 550 gradi un sale contenuto in un tubo su cui convergono i raggi solari e questo sale scalda l’acqua e produce vapore che fa girare turbina ed alternatore. SI tratta del comune processo di una centrale termoelettrica e grazie ad appositi serbatoi che mantengono il calore, questo tipo di impianto può funzionare anche quando il sole non c’è.
    Riguardo ai capitali necessari, sono ingenti, ma i partecipanti al progetto sono molti e inoltre ricorda che il settore dell’energia è un settore in cui gli investimenti sono elevati.
    Se vuoi avere maggiori informazioni è stato recentemente pubblicato in sede europea un docuemnto, dal titolo Rethinking 2050 (http://www.rethinking2050.eu) dove si parla di reti, di rinnovabili e della possibilità di coprire con le’nergia elettrica del Sahara il 20% dei consumi europei.

    MARTINO 08/01/1970 00:00
  • Oddio, alimentare tutto il mondo mi pare un pò eccessivo…

    Comunque anche io ho sentito dell’idea di coprire parte del deserto con i pannelli solari. Non sono un ingegnere elettronico ma credo che però la cosa sarebbe un pò complicata dal punto di vista del trasporto dell’energia… immagino che in tutto lo spazio fra punto di produzione e punto di utilizzo ci sarebbero delle perdite enormi…

    Miri81 09/01/1970 00:00

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