La crisi che ha investito l’economia occidentale ed i forti deficit di bilancio dei governi ha riaperto il dibattito sulla sostenibilità degli incentivi al fotovoltaico. Molti Paesi rimangono impegnati a finanziare gli investimenti nel solare, al contrario altri hanno già annunciato ridimensionamenti dei programmi di incentivazione.

I critici sostengono che l’energia dal sole non può competere in un’economia globale e quindi il sostegno del governo al settore va contro-corrente a spese dei contribuenti.

Per fortuna però è appena uscito il secondo censimento annuale redatto dall’americana Solar Foundation che ha rilevato che l’anno scorso negli Stati Uniti l’industria solare è cresciuta del 6,8% contro uno stentato 0,5% dell’economia in generale e che nel settore ad Agosto 2011 si contavano più di 100.000 posti di lavoro.Il report rileva ancora che secondo le stime dei datori di lavoro l’anno prossimo si prevede la creazione di 24.000 nuovi posti di lavoro netti nel settore , con un incremento quindi del 24%. Anche la distribuzione della tipologia dei posti di lavoro nel solare è un fattore rilevante ed estremamente positivo in quanto coinvolge settori diversificati dell’economia. Secondo la relazione infatti solo il 25% dei posti di lavoro del settore sono nella produzione di pannelli, mentre circa il 50% è la forza lavoro adibita all’installazione ed il rimanente 25% dei posti di lavoro solari sono nella ricerca, progettazione, vendita e servizi finanziari.

Ai critici dell’incentivazione al fotovoltaico va dunque replicato che in realtà gli incentivi statali indirettamente sovvenzionano tutti questi lavori favorendo la circolazione di capitali tra finanziatori, produttori, distributori e proprietari degli impianti perciò favorendo tutta l’economia di un paese.

Occorre considerare infine che comunque le comunità devono investire, in un modo o in un altro, nel settore energetico. Farlo in quelli che si basano sui combustibili fossili comporta che i contribuenti continuino a sostenere lavori che richiedono elevato impiego di manodopera in processi dannosi per l’ambiente, mentre un impianto fotovoltaico una volta installato richiede pochi interventi per generare elettricità, ed in più con benefici per l’ambiente.

Tutti buoni argomenti per sostenere che i governi dovrebbero continuare nei programmi di incentivazione del fotovoltaico continuando a farne , come lo è stato finora , un valido elemento per lo sviluppo del proprio Paese.