Riflessioni sul Decreto Romani e quarto conto energia

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Decreto Romani_Quarto conto energia

La vicenda del Decreto Romani, diffusamente ormai chiamato “Ammazza Rinnovabili” e del Quarto Conto Energia, è un ulteriore esempio del modo di fare politica energetica in Italia, specialmente riguardo a nuove tecnologie e risparmio energetico.  A prescindere dal merito delle nuove norme del Quarto Conto Energia, che presenta elementi anche condivisibili sotto alcuni aspetti, resta lo strascico che ha a  che fare con i danni creati al mercato fotovoltaico in questi mesi passati e l’incertezza sulle normative di incentivazione del settore.

L’industria italiana del solare, che pure ha iniziato tra le prime in Europa, ha sempre dovuto fare i conti – e sofferto – con l’incertezza, passando dai momenti di fortissima domanda,  avvilita da  shortage di materie prime,  alternata a momenti di bassissima produzione. In un contesto del genere, la filiera italiana non ha potuto svilupparsi per tempo ed in modo adeguato alla competizione europea –  non ha potuto beneficiare, come è stato per le aziende tedesche che oggi sono i big accanto alle asiatiche, di un mercato domestico  in cui  crescere per poi internazionalizzarsi. Il decreto Romani ha avuto, oltre all’ effetto scontato di bloccare il mercato per quasi tre mesi, quello ulteriore e che ci trascineremo per lungo tempo, di essere un precedente minaccioso; ha cancellato un sistema di incentivazione in corso programmato per un triennio, su cui le aziende hanno investito ed organizzato il proprio lavoro, con effetto immediato ed un tempo di deroga strettissimo. Se ha potuto farlo Romani potrà accadere ancora; l’orizzonte temporale del 2016 del nuovo conto energia è, quindi, un incognita; e le aziende ci devono scommettere.

La politica energetica in Italia, specialmente quella a supporto delle rinnovabili è stata sempre poco lineare, con continui cambi di rotta a seconda del succedersi dei governi e di ministri – o dei direttori dei ministeri competenti –  e soprattutto è mancato il supporto dal lato dell’offerta – gli incentivi alle nuove aziende del settore e alle iniziative di ricerca e sviluppo è sempre lenta e, ancora, molto incerta.

Il tutto in un contesto autorizzativo caotico e non uniforme sul territorio nazionale. Per anni si sono attese le Linee Guida per l’Autorizzazione Unica, ed una volta emesse resta ancora a diverse  Regioni l’onere di adeguarsi e implementarle sui territori di riferimento; poi c’è stato l’avvicendamento di DIA, SCIA, edilizia libera in una serie di norme  ed interpretazioni che spesso sono addirittura  in capo agli uffici tecnici dei comuni.

Gli effetti dello stop causato dal decreto Romani, alla sua pubblicazione, sono stati immediati. Praticamente si sono bloccati tutti gli impianti già cantierizzati di media e grossa taglia, perché assolutamente impossibile da collegare alla rete entro la deadline del 31 Maggio 2011; fermi e sconcertati gli investitori stranieri e sospese tutte le delibere bancarie di finanziamento di impianti fotovoltaici, anche di piccolissima potenza. La giovane e piccola industria solare fotovoltaica italiana, che oggi conta circa 40 fabbriche manifatturiere di moduli fotovoltaici, e qualcuna più grossa con propria produzione di celle, hanno mantenuto le linee attive per qualche settimana, con il risultato di riempire i magazzini per poi mandare i tecnici in cassa integrazione.

Il quarto conto energia è probabilmente il meglio che si potesse ottenere, visto i presupposti; con l’eccezione della mancata conferma della possibilità di derogare al 31 Agosto 2011 la validità del 3° conto energia, e che avrebbe ridotto i danni. Ma comunque ingenerose sono state le critiche al GIFI e quelle personali al Presidente, Ing. Natalizia, che ha invece ottenuto ciò che si poteva ottenere.

Il mercato italiano ormai è vivo e popolato da diverse aziende, ha un indotto, la tecnologia è diffusa e quindi, anche perché i ns. vicini europei non hanno molto di meglio rispetto a noi, è già in fase di ripartenza. Resta però un precedente che crea incertezza e seri danni ad un mercato  che negli ultimi anni ha rappresentato per molte aziende una opportunità rilevante. La stabilità della politica di sostegno alle rinnovabili, dovuta a variazioni degli indirizzi della politica nazionale e qualcosa che oggi ancora di più gli operatori continueranno a temere.

A cura di G.Capilupo direttore tecnico Azienda Impianti Fotovoltaici Synergiambiente.com

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Energy News

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