Robot contro la marea nera

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Dati gli eventi tragici e i gravissimi danni per il nostro ambiente dovuti al disastro della piattaforma petrolifera Water Horizon, i ricercatori delle università americane stanno lavorando duramente per la progettazione di nuovi ritrovati tecnologici per poter ripulire l’acqua in casi di fuoriuscite di petrolio.

In particolare un team di ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, hanno svelato il prototipo di un robot mangia-olio/petrolio alimentato ad energia solare, definito SeaSwarm. Un modo per depurare le acque inquinate sfruttando unicamente energia pulita, rinnovabile e a impatto zero.

Il robot ha dimensioni molto limitate: lungo poco meno di 5 metri e largo 2 metri, ed è dotato di una sorta di rete in grado di filtrare l’acqua, assorbendo olio o petrolio per una quantità di circa 20 volte superiore il suo peso.

La rete scorre grazie a una cinghia installata all’interno della bocca della macchina, alimentata proprio grazie ai piccoli pannelli fotovoltaici installati sulla parte superiore della sua cover, e si allunga sulla superficie dell’acqua raccogliendo le impurità.

I robot dovrebbero, secondo i progetti dei ricercatori MIT, essere disposti in mare in maniera strategica seguendo i flussi delle correnti, riuscendo in questo modo a impedire la diffusione dell’inquinamento delle acque. Si muoverebbero a formazione, come una flotta di navi, in modo da setacciare in maniera approfondita la superfice del mare inquinata e grazie ad un sistema Wi-Fi, assistito da un apposito modulo GPS, i movimenti di questi Seaswarm risulteranno sincroni e precisi.

Un lato negativo per il momento è rappresentato dal costo, circa 20.000 $ per ogni singola unità. Per ottenere risultati ottimali dovrebbero essere impiegati circa 10.000 unità in caso di crisi simili alla Deepwater Horizon, circa 200 milioni di dollari per un’attività di pulizia delle acque di questo tipo. Certo una cifra considerevole, ma spendibile per il futuro del nostro Pianeta.

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Energy News

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