Rinnovabili: aumenta il rischio di disconnessione dalla rete

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Da un lato, la pubblicazione dei dati, da parte del GSE, relativi al Bilancio Elettrico Italiano del 2010. Dati che evidenziano una crescita sostenuta della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto all’anno precedente.

Un aumento dell’11,1%. A fronte di un aumento di potenza del 14,2%. Dall’altro, il rischio che tale crescita, in particolare quella legata al boom fotovoltaico, comporta.

Rischio segnalato dall’European Network of Transmission System Operators for Electricity (ENTSO-E) in una lettera indirizzata a Gunther Oettinger, Commissario UE all’Energia.

Nel tempo, le preoccupazioni dell’ENTSO-E sono state condivise anche dall’EPIA e dalla tedesca BSW.

Quale rischio?

L’impianto fotovoltaico, come sappiamo, è costituito principalmente da moduli ed inverters.

Questi ultimi hanno la funzione di convertire la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata, utile per poter essere immessa in rete.

E non solo.

Hanno anche il compito di proteggere l’impianto fotovoltaico.

In caso di deviazioni di frequenza, gli inverters, infatti, staccano l’impianto.

Attualmente, gli inverters in commercio presentano dei ranges di tolleranza di valori di frequenza estremamente stretti.

E la crescita vertiginosa delle installazioni fotovoltaiche in Europa aumenta il rischio di disconnessioni di massa fotovoltaiche.

Di qui, la necessità di intervenire.

Ad  esempio, ampliando gli intervalli dei valori di frequenza tollerati dagli inverters.

 

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