Smart Grid: come cambia il business per chi gestisce le infrastrutture

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“Italia? Pasta, pizza e… smart grid” Il nostro ruolo guida (ma anche le criticità) alla tavola rotonda del Forum GIE. Valocchi (Ibm) a QE: “Seguire esempio banche su privacy consumatori” di Miriam Spalatro La tavola rotonda al Forum GIE Roma, 2 dicembre – Cosa gli operatori chiedono alla politica per lo sviluppo delle smart grid in Italia? Quali sono le esigenze autorizzative, normative e finanziarie? E volendo andare un po’ più a monte, esiste un concetto unico di smart grid su cui concentrarsi e operare? Questo e altri interrogativi sono emersi ieri nel corso della tavola rotonda che ha chiuso a Roma la due giorni del primo Forum Internazionale organizzato da GIE. Il discorso si è incentrato su risorse e priorità. Perché è soprattutto di fondi che il settore ha bisogno per mettere in campo i numerosi progetti di ricerca e sviluppo che lo riguardano. “Risorse che in Italia sono comunque scarse” ha tenuto a evidenziare Adolfo Spaziani di Federutility e “che richiedono di essere canalizzate in investimenti efficienti, con una rapida capacità di ritorno”. In termini di priorità il rinnovamento della rete elettrica, che le permetta di dare un contributo efficiente nell’accogliere la generazione diffusa delle FER e svolgere al meglio la sua nuova funzione non secondaria nel processo di risparmio della CO2, è stata l’esortazione accorata di tutti gli stakeholder intervenuti in questi due giorni.

 

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