| La mela di Apple illuminata con i raggi solari La famosa azienda figlia di Steve Jobs investe nelle energie rinnovabili, con un progetto che prevede l’installazione di una centrale fotovoltaica in grado di soddisfare il fabbisogno energetico del datacenter Apple di Maiden nel North Carolina. Leggi “La mela di Apple illuminata con i raggi solari” » |
| White Paper, nuovi suggerimenti per le rinnovabili in UK
Il governo britannico ha pubblicato il White Paper relativo alla riforma del mercato elettrico (EMR-Electricity Market Reform) e subito arriva dai gruppi ambientalisti l’invito a concentrare gli sforzi nel comparto legato alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, come hanno dichiarato alcuni esponenti di Friends of the Earth. Secondo un’analisi del gruppo, qualora i prezzi del petrolio raggiungessero 150 dollari al barile nel 2020, cosa molto probabile dato che i prezzi sono attualmente 120 dollari al barile, le proposte del Governo dovranno garantire prezzi più bassi per il consumatore medio, traguardo che potrebbe essere raggiunto proprio mediante la produzione di energia da fonte alternativa. Il Libro Bianco illustrerà quattro linee principali della riforma tra cui meccanismi di capacità a contratto, un tetto massimo per il prezzo del carbonio e un sistema di contratti a lungo termine che stimolino la costruzione di nuovi impianti oltre ad uno standard che regoli le emissioni per limitare l’inquinamento atmosferico dovuto all’impiego di combustibili fossili nelle centrali elettriche. “Se dovessimo lasciare il mercato così com’è oggi, la bolletta annuale elettrica delle famiglie aumenterebbe di circa 200 sterline entro il 2030”, ha commentato il Segretario britannico all’Energia Chris Huhne.
Fonte: Rinnovabili.it Aggiungi EnergyMaster.it ai tuoi preferiti! Leggi articolo originale |
![]() | Fotovoltaico in crisi nella provincia di Brindisi Potrebbe sfumare una grande occasione per la costruzione di una grande centrale solare in provincia di Brindisi. Si tratta di un impianto solare con una potenza massima di ben 500 megawatt (circa un terzo della capacità del più potente reattore nucleare mai realizzato: l’EPR) e con un costo complessivo di 1,5 miliardi di euro. In questo servizio, a cura della web tv Telebrindisi, viene fatto il punto della situazione riguardo alla fuga degli imprenditori del fotovoltaico in provincia di Brindisi. La cosa positiva è che in Italia si continui a progettare la costruzione di impianti solari che rivaleggiano, riguardo alla potenza prodotta, con le centrali nucleari. La cosa negativa è che questi progetti sono sempre ostacolati da complicate procedure di autorizzazione e dal taglio dei finanziamenti alle energie rinnovabili. Spero che questi problemi siano risolti in futuro. Buona visione del servizio. Leggi anche: |
| Bolzano è sempre più rinnovabile Il solare in una delle città più piovose d’Italia. Non è un’ambizione da futurologi, ma la realtà di Bolzano e Provincia. Dopo aver vinto nel 2010 il “Campionato italiano del solare” la città dell’Alto Adige si aggiudica quest’anno il secondo posto nella “Champion’s League” Europea per le migliori performance in fatto di energie rinnovabili. Grazie a Bolzano, l’Italia si piazza al top delle classifiche continentali per le politiche energetiche locali che puntano su fonti “pulite”. Secondo Legambiente, Bolzano si contende con Potenza il primato di “Provincia verde”, grazie ai 114 Comuni (il 98,2%) in cui sono installati impianti fotovoltaici. Ma sono i singoli cittadini ad avere “un ruolo fondamentale – spiega Luigi Spagnolli, sindaco di Bolzano – perché devono essere loro i primi attori di questa vera e propria rivoluzione culturale”. Tutti sono chiamati a partecipare a questa rivoluzione, “chiunque deve sentirsi invogliato ad usare la tecnologia Casaclima (struttura pubblica che si occupa della certificazione energetica degli edifici, ndr) per costruire un nuovo edificio o ristrutturarne uno esistente, ovvero per creare un impianto solare o fotovoltaico sul tetto di casa, piuttosto che una centralina idroelettrica o eolica se possiede le condizioni per poterlo fare”. Ma Bolzano e Provincia continuano a correre, e a trascinare l’Italia. Si prevede, infatti, di raggiungere il 100% della produzione di energia da fonti rinnovabili a partire dal 2050. Il sindaco Spagnolli è convinto che sia “un traguardo possibile” anche perché Bolzano punta sulla geotermia: “ci confrontiamo continuamente col mondo della ricerca applicata, dove stiamo spingendo per approfondire maggiormente il reale potenziale della geotermia, ancora difficile da stimare”. A partire dal 2012, inoltre, entrerà in funzione una centrale in grado di generare idrogeno mediante rinnovabili. Entro non più di 40 anni, invece, si vedranno circolare veicoli (mezzi pubblici in testa), funzionanti con le fuel cells, e le auto elettriche, che, in totale, arriveranno ad assorbire circa il 5% dell’energia pulita prodotta. In tema di costruzioni “sensibili”, da segnalare il nuovo palazzo che a Bolzano ospita gli uffici della Provincia e rispetta l’indice di Riduzione dell’impatto edilizio. È stato definito un “organismo edilizio vivo”, energeticamente “concepito come un grande albero con vene ed arterie che alimentano le foglie (impianti radianti) in cui le facciate respirano”. Il primo cittadino di Bolzano ammette che “il costo di un edifico green è maggiore di quello di un edifico ordinario, ma da un lato l’abbattimento delle spese di mantenimento rende comunque vantaggioso l’edificio green; dall’altro, una volta che l’insieme delle imprese edili operanti nel territorio si sarà convertita alle tecnologie sostenibili, queste ultime, in virtù dell’economia di scala, costeranno meno”. Fonte: EnergieSensibili.it Aggiungi EnergyMaster.it ai tuoi preferiti! Leggi articolo originale |
| Effetti del referendum sul futuro delle rinnovabili La valanga di sì registrata dal referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 avrà delle conseguenze anche sul futuro delle energie rinnovabili. Sul quesito più scottante ed attuale ( il nucleare), come sugli altri tre, gli italiani non hanno avuto dubbi apponendo la scritta “Sì sulla scheda. Leggi “Effetti del referendum sul futuro delle rinnovabili” » |
| Energie rinnovabili: istruzioni per l’uso “Energie rinnovabili, istruzioni per l’uso” è uno dei temi su cui si discuterà sabato 21 maggio alle ore 18,30, a Caltagirone ( Catania) nel corso della seconda edizione di Ecofesta in programma fino a domenica 22. L’evento è eorganizzato dall’associazione Iocudiventu con il patrocinio del Comune e la partecipazione di varie associazioni, cooperative, produttori e artigiani. Leggi “Energie rinnovabili: istruzioni per l’uso” » |
| Le diagnosi energetiche e gli studi di fattibilità La FIRE, Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, organizza a Bologna il seminario su “Le diagnosi energetiche e gli studi di fattibilità”, i docenti coinvolti vantano un’ampia esperienza sui temi trattati, maturati sia nella libera professione, sia nelle realtà di appartenenza (ENEA, FIRE, Intesa San Paolo). Leggi “Le diagnosi energetiche e gli studi di fattibilità” » |
| Quanto si guadagna lavorando nelle rinnovabili? Nel precedente post sull’andamento del mercato del lavoro nelle energie rinnovabili avevamo annunciato che ci saremmo occupati anche di dare uno sguardo alle retribuzioni offerte agli operatori assunti dalle imprese. Le retribuzioni variano in base alla qualifica, al tipo di contratto ed alle mansioni svolte. Leggi “Quanto si guadagna lavorando nelle rinnovabili?” » |
![]() | Come lavorare nella Green Economy Sono in tanti a sognare un lavoro nella Green Economy, uno dei settori economici emergenti che offre interessanti opportunità a tecnici, consulenti ed imprenditori. Ma per entrare davvero nel mondo del lavoro basato sull’energia pulita bisogna conoscere molto attentamente il mercato, le prospettive di sviluppo nell’immediato futuro, le normative, le tecnologie più recenti ed innovative. Tutti i consigli ed i segreti per fare business con la Green Economy sono spiegati da Emilio Luongo (nella foto), autore di un libro dal titolo “Green Job, lavorare nella Green Economy”. L’autore è responsabile della Divisione Green Economy di Gigroup, Agenzia di servizi di intermediazione per il mercato del lavoro. Il volume affronta argomenti come il mercato del lavoro “green” in Italia ed Europa, il quadro normativo, a partire dai Certificati Verdi, i nuovi settori che si sono sviluppati a partire dalle rinnovabili, come la bioedilizia e la bioagricoltura. Spazio è dedicato agli operatori del settore, alle nuove figure professionali, alle tattiche e tecniche per cercare lavoro in questo settore, dalla stesura del Cv, al colloquio di lavoro. Insomma in testo utile a seguire un primo percorso formativo fai da te per entrare con successo nel mondo del Green Job. “La Green Economy – che attualmente in Italia occupa circa 100.000 lavoratori, specie in ambito eolico, nelle biomasse e nel fotovoltaico – da un lato è un settore con ottime potenzialità di crescita occupazionale con un incremento previsto di oltre 110.000 posti di lavoro entro il 2020*, dall’altro è un ambito “giovane” nel quale spesso è difficile muoversi sia per le aziende che per i candidati – afferma Emilio Luongo, autore del volume pubblicato da Hoepli. “Le professioni della Green Economy coniugano aspetti sia della Old che della New Economy – precisa ancora l’autore– Molti profili tecnici altamente specializzati, come ad esempio tecnici manutentori, installatori, progettisti ed esperti dei materiali, che operano nelle rinnovabili provengono, spesso, da aziende manifatturiere dell’industria e della meccanica o del settore dell’energia tradizionale; mentre con la New Economy il settore ha in comune la forte contrazione di richiesta di addetti non specializzati e la produzione di nuove professionalità con competenze specifiche spesso difficili da reperire, quali esperti delle normative ambientali, progettisti di impianti da fonti rinnovabili, esperti dell’efficienza energetica”. Fonte immagine: Adnkronos.com |
![]() | Energia nucleare pulita come fonte rinnovabile Il dibattito sul nucleare è aperto da tempo. Le centrali nucleari potrebbero rendere l’Italia indipendente dalle fonti energetiche tradizionali e dai fornitori esteri, ma la polemica ambientalista incombe, si evidenziano rischi legati all’emissione di radiazioni, alla possibilità di incidenti , al problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Eppure studi autorevoli trovano un’altra soluzione che è quella dell’energia nucleare pulita, cioè che non inquina, perché non emette radiazioni. Una forma di energia che può ben dirsi una fonte rinnovabile. Le soluzioni prospettate per produrla sono due: o ricorrere alla fusione nucleare o ricavare energia nucleare dal cloruro di ferro attraverso un bombardamento di ultrasuoni. Quest’ultima soluzione è stata fatta circolare, come notizia, su siti che parlano di energie pulite e commentata sui principali Social Network, anche se non abbiamo trovato, per ora, alcuna notizia sulla stampa tradizionale. L’energia nucleare fino ad oggi prodotta, deriva dalla fissione, cioè dalla scissione di nuclei di uranio o plutonio che vengono divisi in due nuclei più leggeri. La fusione è, invece, un procedimento di produzione di energia opposto alla scissione. Attraverso temperature elevatissime, due nuclei leggeri si uniscono per formarne uno più pesante. I nuclei da fondere vengono estratti dall’acqua e dal terreno e sono il deuterio e il litio. L’energia si libera dalla fusione dei due nuclei, il procedimento, però, è soggetto all’allontanamento delle particelle a causa della carica elettrostatica, per avvicinarle e fonderle sono, pertanto, necessari 100 milioni di gradi. Questo è ancora il problema più grande da superare. La fusione ha il vantaggio di non produrre scorie radioattive e gas serra ed i combustibili per il processo sono estratti dall’acqua. La seconda alternativa pulita è stata sperimentata, per conto del CNR, come raccontano i siti sulle energie pulite, da Fabio Cardone , professore esperto di energia nucleare a livello mondiale e dalla sua equipe di colleghi, che sono riusciti a produrre energia nucleare senza radiazioni, bombardando il cloruro di ferro con degli ultrasuoni. L’energia prodotta non inquina, non produce scorie radioattive e non presenta rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Fonte immagine: Repubblica.it |
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