La Terza Rivoluzione Industriale: la democratizzazione dell’energia

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Jeremy Rifkin, economista, saggista ed ambientalista attivo ed impegnato sul fronte della sostenibilità, ha visto da poco pubblicato l’ultimo dei suoi saggi, La Terza Rivoluzione industriale, in Italia edito da Mondadori.

Dopo la prima e la seconda rivoluzione industriale che hanno completamente cambiato il sistema produttivo mondiale basandolo sull’utilizzo di macchine azionate tramite fonti energetiche ormai dannose per l’ambiente, è arrivato il momento di scegliere altre modalità di alimentazione energetica. Uno degli aspetti più sensazionali della tecnologia moderna è sicuramente la nascita e la progressiva diffusione di reti di comunicazioni quali tv, radio e soprattutto Internet.

“Alla fine del 19° secolo le forme di comunicazione della prima generazione elettrica – telegrafo, telefono, radio, televisione,  calcolatrice, etc. hanno coinciso con l’introduzione del petrolio e del motore a scoppio, e sono diventate i meccanismi di comando e controllo delle comunicazioni per organizzare e portare sul mercato la seconda rivoluzione industriale”. Mentre  “negli anni ’90 forme di comunicazione elettrica di seconda generazione – personal computers, internet, world wide web, e le tecnologie di comunicazione senza fili – hanno permesso l’interconnessione del sistema nervoso centrale di oltre un miliardo di persone sulla Terra alla velocità della luce”.

Rifkin sottolinea come nel corso della storia vi sia stata una convergenza tra i nuovi regimi di comunicazione e quelli energetici. Siamo giunti al 21° secolo e siamo ad una svolta epocale perché il prezzo di petrolio e combustibili fossili è sempre più alto e allo stesso tempo si tratta di risorse altamente inquinanti e che alimentano fenomeni pericolosi quali cambiamenti climatici e perdita della biodiversità. Di conseguenza ogni Stato dovrà orientarsi verso un modello energetico ed economico ad emissioni zero e la soluzione è da ricercare nella potenzialità ancora inespresse della convergenza tra sistemi di energia rinnovabile e la distribuzione della stessa grazie alla facilità di accesso ad internet.

La Terza Rivoluzione industriale dovrà portare alla democratizzazione dell’energia che dovrà essere accessibile per tutti proprio come lo è oggi la Rete Internet. Sono tre pilastri fondamentali che devono essere sviluppati ed integrati pienamente perché questa nuovo modo di produrre diventi operativo: l’energia rinnovabile, le tecnologie di accumulazione e le reti energetiche intelligenti (le smart grid).

Innanzitutto c’è bisogno di forme rinnovabili di energia – solare, eolico, idroelettrico, geotermico, moto ondoso e biomasse – che stanno crescendo rapidamente, di metodi di accumulazione sufficientemente stabili ed affidabili come l’idrogeno che “è il mezzo universale che “immagazzina” tutte le forme di energia rinnovabile per assicurare la disponibilità di una fornitura stabile ed affidabile per la generazione elettrica e, cosa altrettanto importante, per i trasporti”, (quindi secondo Rifkin creare e poi accumulare energia tramite batterie ad idrogeno) e infine delle smart grid , ancora in fase di sperimentazione da parte delle società energetiche  europee, ovvero “della riconfigurazione delle reti energetiche europee secondo gli schemi di internet per permettere alla imprese e all’utenza privata di produrre la propria energia e di scambiarla”.

Si tratta quindi di energia pulita autoprodotta, dalle aziende, dalle case, dagli uffici e poi condivisa secondo il modello della rete di Internet, così come già si condividono le informazioni oggi attraverso il Web. In questo modo i cittadini darebbero vita a posti di lavoro e nuove chance di green economy, un’opportunità soprattutto per la miriade di giovani laureati e specializzati ma che soffrono gli alti tassi di disoccupazione odierna. Allo stesso tempo di darebbe vita anche ad un Potere Orizzontale e ad una Politica non più costruita su strutture tradizionali, gerarchiche e fortemente improntate su una burocrazia lenta e che ostacola nuove forme di progresso sostenibile.

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