Trashware: dai una nuova vita al pc dismesso

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Pensare ad una nuova vita per i pc dismessi significa pensare al bene all’ambiente. Stando alle stime dell’Environmental Protection Agency, infatti, ogni computer ‘rinato’ fa risparmiare 13 chili di rifiuti pericolosi.

E ancora 35 chili di rifiuti solidi ed altri 35 di rifiuti di materiali, 80 litri di acqua inquinata, 32 tonnellate di aria inquinata, 605 chili di emissioni anidride e 7.719 KW di energia.

E, se si pensa che secondo l’Arizona State University i computer dismessi negli ultimi cinque anni (con apparecchiature annesse come schede madri, condensatori, alimentatori, ram, dischi rigidi e Cpu) ammontano addirittura a 600 milioni, risulta evidente l’incommensurabile valore del riciclo di questi speciali rifiuti, denominati tecnicamente Raee (acronimo che sta appunto per ‘rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche’).

Per queste ragioni, il lavoro dei cosiddetti gruppi di “trashware” (parola composta derivata dalla contrazione dei termini inglesi ‘trash’, spazzatura, e ‘hardware’), che si dedicano al recupero dei computer da buttare via,  mettendo insieme anche pezzi di pc diversi e rendendoli nuovamente funzionanti ed utilizzabili, è particolarmente utile e proficuo.

In Italia i trashware sono numerosi e si trovano in tutte le regioni (dall’associazione Oil, Officina Informatica Libera, di Torino al progetto Radis di Asti; dal Trashware Cesena al il progetto Trashflow della Valdelsa, a Binario Etico).

Riciclare è meglio di buttare!

Fonte: Zeroemission.tv

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