Venezia, un progetto per limitare l’inquinamento e aumentare il risparmio energetico

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Venezia aderisce al Patto dei sindaci voluto dall’Unione Europea per migliorare l’aria, aumentare il risparmio energetico, favorire l’utilizzo di fonti rinnovabili. Il progetto e’ stato illustrato al Municipio di Mestre, alla presenza, tra gli altri, l’assessore comunale all’Ambiente e Città sostenibile, Gianfranco Bettin, la dirigente del Settore Tutela dell’aria e fonti di energia del Comune, Anna Bressan, il dirigente di Agire (l’Agenzia veneziana per l’energia), Simone Tola.

«Aderendo al Patto – ha spiegato Bettin – il Comune intende fare un nuovo salto di qualità per limitare l’inquinamento e promuovere sempre più l’utilizzo di energia pulita e rinnovabile. Il nostro è un territorio in cui sicuramente c’è ancora da lavorare molto, vista la presenza di una zona industriale come Porto Marghera, e di arterie viarie molto trafficate, ma che presenta anche varie carte importanti da giocare: una fascia verde, che va dal vallone Moranzani ai boschi di Tessera, e un’azzurra, ovvero la laguna di Venezia, che sono già di per sé importanti risorse per favorire il riequilibrio ambientale’.

Il Patto dei Sindaci, a cui hanno già aderito importanti città europee, come Francoforte, Helsinki, Barcellona, Monaco e le nostre Torino e Genova, prevede, come primo atto, la predisposizione, entro un anno, del Paes, ovvero del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, in cui da un lato viene fotografata la situazione esistente (che nel caso del Comune di Venezia è stata fissata per l’anno 2005) e dall’altro le misure concrete che saranno attuate per arrivare a ridurre il CO2 presente nell’aria, nel 2020, del 20%.

«Settori d’azione privilegiati – ha ricordato Anna Bressan – saranno quelli dell’edilizia (è ad esempio prevista, nel prossimo regolamento comunale, l’introduzione di norme atte a favorire la costruzione di edifici a risparmio energetico), del terziario, dei trasporti (aumento delle linee del tram, delle piste ciclabili e pedonali)’. Ogni due anni il Comune dovrà poi presentare all’Ue un rapporto sull’attuazione del Piano. Solo così potrà continuare ad avere la possibilità di accedere ai finanziamenti europei previsti per questo progetto, alcuni già operativi, come il fondo ‘Elena’, e altri in arrivo.

Fonte: ZeroEmission.tv

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